La MAREMMA

Territorio della Maremma…
Quanto basta a motivare un viaggio…

Scoprire la Maremma Toscana è un’esperienza che ogni volta si rinnova; è un alternarsi di lunghissime e attrezzate spiagge di sabbia finissima accompagnate da rigogliose pinete, di piccole calette dai nomi dolcemente sonori e dal mare cristallino, di spiagge deserte a ridosso di paradisi naturali, di isole incontaminate dal mare incantato, di borghi e castelli austeri e nello stesso momento festosi, di paesaggi dolcissimi ricchi di natura e di storia.

Sentire i profumi del mare e della terra tutto l’anno: la Maremma li sa offrire grazie anche ai suggestivi percorsi trekking o mountain bike che portano ad affacciarsi su splendide terrazze naturali o a entusiasmanti passeggiate a cavallo.

Poche altre parti d’Italia permettono, poi, di raggiungere velocemente dalla costa numerosi e incantevoli borghi, spesso eredità delle antiche civiltà etrusca e romana, o gioielli dell’architettura medievale.

La qualità dell’enogastronomia maremmana vale da sola un viaggio in questa provincia, basta un’ acquacotta, il piatto tipico per eccellenza della cucina maremmana, o prelibate pappardelle alla lepre, o tortelli, ripieni di bietola e ricotta e conditi con sughi di carne, accompagnati da un buon bicchier di vino per motivare un viaggio.

Il Mare e il Parco

Il Parco è aperto tutto l’anno, tutti i giorni della settimana. Prima di entrare è necessario acquistare i biglietti di ingresso presso il Centro Visite. Gli itinerari possono essere percorsi sia singolarmente che in gruppo, accompagnati o meno da una guida, in base al periodo dell’anno.

Prima di salire sull’autobus occorre munirsi del biglietto di ingresso al Parco della Maremma comprensivo del trasporto già convalidato ed acquistabile presso la biglietteria del centro visite in loc. Alberese. (Parco Regionale della Maremma)

Alberese

Il centro di Alberese è situato 15 km a sud-est del capoluogo, nel cuore del Parco naturale della Maremma. Nonostante la presenza antropica sin dall’era preistorica, dove visse l’uomo delle caverne, oggi le vaste praterie e i naturali paradisi circostanti con il loro patrimonio faunistico e floristico, sono salvati e tutelati. Attualmente, l’Ente Parco Regionale della Maremma e una serie di normative regionali permettono di salvaguardare la conservazione ed il perdurare di questo patrimonio naturalistico. Mandrie brade di cavalli e buoi maremmani scorrazzano ancora per i larghi prati mentre tra i fitti boschi dei Monti dell’Uccellina i cinghiali, (Daino Daini) e caprioli vivono in natura…(da Wikipedia)

Marina di Alberese

Marina di Alberese è la spiaggia dell Parco della Maremma . L’ingresso è il medesimo del Parco, e visto che l’accesso è consentito ad un numero molto limitato di automobili, è conveniente lasciare l’auto nel parcheggio del parco e proseguire con il servizio navetta gratuito, Parcheggio a mare con sconto del 50% per chi Alloggia alla Fattoria il Duchesco.

la spiaggia è inoltre raggiungibile tramite una pista ciclabile che parte dal centro visite ed è lunga 8 km.

Lungo il percorso per accedere alla spiaggia potrete osservare mandrie di chianine e cavalli bradi.

La spiaggia di Marina di Alberese è incontaminata e composta da sabbia fine. Si apre davanti ad una fitta macchia mediterranea che offre numerosi punti d’ombra naturali. Il mare è cristallino. Il litorale lungo alcuni chilometri è caratterizzato dalla presenza di tronchi e rami sbiancati dal mare e dal sole, con cui vengono costruiti delle “capannette” dall’aspetto primitivo che offrono un valido riparo dal sole.

Nel punto di accesso alla spiaggia, nel periodo estivo, troverete anche un punto ristoro.

Se non vi costa fatica camminare, vi consigliamo di non fermarvi immediatamente, ma proseguite verso sinistra; la spiaggia diventa man mano sempre meno affollata e potrete apprezzare al meglio la bellezza naturale di questo luogo. La parte più a sud della spiaggia, dove la folla dei bagnanti si vede solo in lontananza, è frequentata anche dai naturisti.

Una spiaggia per gli amanti della natura incontaminata.

Rispescia

La frazione di Rispescia è situata a 11 m s.l.m. nella parte meridionale del comune di Grosseto, oltre il corso del fiume Ombrone che lambisce il paese a nord-ovest, alle porte del Parco naturale della Maremma. L’area è prevalentemente pianeggiante, fatta eccezione per alcuni rilievi collinari come poggio Cavallo (181 m) o poggio Campore (203 m) che pur trovandosi distanti dal centro abitato ricadono nel territorio della frazione.
Il paese è attraversato dal fosso Rispescia (12 km)[1], corso d’acqua che nasce poco a nord di Montiano e si immette nell’Ombrone a ovest del paese. A sud, la frazione è delimitata dal canale artificiale dell’Essiccatore Principale dell’Alberese (8 km)[2], oltre il quale si raggiunge la vicina frazione di Alberese.
La frazione dista circa 7 km dalla città di Grosseto… (da Wikipedia)

Grosseto

Grosseto è un comune italiano di 82 036 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Toscana.
È il capoluogo di provincia situato più a sud tra quelli della Toscana e, per superficie territoriale, risulta il più vasto comune della regione, nonché il terzo dell’Italia Centrale e il decimo d’Italia per superficie.
A livello demografico, la città contava appena 4 724 abitanti subito dopo l’Unità d’Italia[6], iniziando da allora una crescita esponenziale che ha portato al superamento della soglia delle 70 000 unità nel 1991.
Dal punto di vista urbanistico, la città è uno dei pochi capoluoghi (con Ferrara, Bergamo, Lucca) il cui centro storico è rimasto completamente circondato da una cerchia muraria, nell’insieme integra, che ha mantenuto pressoché immutato il proprio aspetto nel corso dei secoli…(da Wikipedia)

Talamone

Il paese di Talamone sorge su di un promontorio roccioso, che si trova sul confine meridionale del Parco naturale della Maremma, in posizione dominante su tutto il tratto di costa che da Talamone arriva al Monte Argentario, il cosiddetto golfo di Talamone. Il territorio circostante è caratterizzato dalla presenza della vegetazione tipica della macchia mediterranea e da lunghe spiagge sabbiose, costeggiate da pinete. Talamone dista circa 25 km da Grosseto e poco più di 20 km dal capoluogo comunale…(da Wikipedia)

Spiaggia dell’Osa

L’Osa è una spiaggia libera di 15 km a 5 minuti in auto dalla Fattoria il Duchesco che si estende nell’area della foce del fiume Osa, da Poggio Talamonaccio fino alla foce dell’Albegna. Ci sono anche piccoli bagni attrezzati.
Siamo convenzionati con un bagnetto che offre sdraio e ombrelloni. Troverete Manuel e lo zio ad accogliervi !

Castiglione della Pescaia

Per la qualità del mare e delle spiagge, la cura ambientale e le attrezzature è considerata un’esclusiva meta turistica della Maremma, premiata ripetutamente più volte dal 2005 con le 5 vele di Legambiente, posizionandosi seconda località balneare per qualità ambientale e turistica nella classifica annuale di Legambiente e Touring Club; per lo stesso motivo il territorio di Castiglione della Pescaia viene denominato anche “la piccola Svizzera” o “la Svizzera della Maremma”. Grazie alle grandi opere di bonifica del territorio e alla primaria importanza rivestita dal porto prima dell’apertura della Ferrovia Maremmana, il centro conobbe una fase di rinascita e floridezza tra il tardo Settecento e la metà dell’Ottocento, tanto da essere chiamato in quel periodo la piccola Livorno…(da Wikipedia)

Scansano

Il territorio comunale si estende su una superficie superiore ai 270 km² all’estremità nord-occidentale delle colline dell’Albegna e del Fiora, sconfinando in alcune località lungo il versante della Valle dell’Ombrone. Confina a nord con il comune di Campagnatico, a nord-est con il comune di Roccalbegna, a sud-est con il comune di Manciano, a sud-ovest con il comune di Magliano in Toscana e a nord-ovest con il comune di Grosseto…(da Wikipedia)

Magliano in Toscana

Il territorio comunale di Magliano in Toscana si estende su una superficie totale appena superiore ai 250 km², che interessa la parte centrale della Maremma grossetana e l’area nord-occidentale delle colline dell’Albegna e del Fiora. Confina a nord-ovest con il comune di Grosseto, a nord-est con il comune di Scansano, a sud-est con il comune di Manciano, a sud con il comune di Orbetello, mentre a ovest è bagnato per un breve tratto dal Mar Tirreno nella parte centrale del litorale dei Monti dell’Uccellina che include anche Cala di Forno…(da Wikipedia)

Saturnia

Frequentazioni del territorio di Saturnia sono documentate fino all’età del Bronzo, con la successiva nascita e sviluppo di insediamenti etruschi, come testimoniato dai resti di varie necropoli risalenti all’VIII secolo a.C..
Secondo Dionigi di Alicarnasso la città fu fondata dai Pelasgi.[3] Durante il periodo romano, il borgo seguì le sorti di Vulci, fino a che nella metà del III secolo a.C., dopo la conquista del territorio vulcese da parte di Roma nel 280 a.C., Saturnia fu elevata a sede amministrativa e prefettura, e poi a colonia nel 183 a.C.. Invasa dai Goti nel 411 e poi dai Longobardi nel 570, per la città iniziò nel VI secolo un lungo periodo di decadenza…(da Wikipedia)

Sovana

Il centro sorge nel Pianetto di Sovana, piccolo fondovalle che si sviluppa tra le colline dell’Albegna e del Fiora, a quote comprese tra i 200 e i 300 metri s.l.m., nel cuore dell’area del Tufo sulla riva sinistra del fiume Fiora. Il territorio è interessato dalla presenza di numerosi corsi d’acqua a regime torrentizio (Calesine, Folonia, Picciolana, Valle Bona), che vanno poi a confluire nel Fiora poco a sud-ovest dell’abitato.
Sovana dista circa 75 km da Grosseto e poco meno di 9 km dal capoluogo comunale…(da Wikipedia)

Sorano

Il territorio comunale di Sorano si estende nella parte orientale dell’area del Tufo. Confina a nord con il comune di Castell’Azzara, a est con i comuni laziali di Acquapendente, Proceno, Onano e Latera, a sud con il comune di Pitigliano, a ovest con i comuni di Manciano e Semproniano.
Il capoluogo comunale è situato 379 m s.l.m. su una rupe di tufo che, da est, domina un tratto del corso del fiume Lente; si trova al centro di un territorio che si sviluppa prevalentemente a quote collinari, seppur intervallato da conche e rilievi. L’altitudine più bassa si registra nel Pianetto di Sovana, presso l’omonima località, con quote attorno ai 270 metri, mentre le quote più elevate, di tipo montano, si registrano sulla vetta che sovrasta la frazione di Montevitozzo (926 metri s.l.m.) e sul Monte Elmo (829 metri s.l.m.), due rilievi che interrompono in modo netto il paesaggio collinare…(da Wikipedia)

Pitigliano

Il territorio comunale di Pitigliano si estende nella parte occidentale dell’area del Tufo. Confina a nord con il comune di Sorano, a sud-est con i comuni laziali di Farnese, Ischia di Castro, Latera e Valentano dai quali è delimitato dall’estremità settentrionale della Selva del Lamone, a ovest con il comune di Manciano.
Arrivando a Pitigliano dal mare, salendo la strada regionale 74 Maremmana, si notano le caratteristiche case che sporgono da un grande sperone di tufo, assolutamente a strapiombo. La rupe di Pitigliano è circondata su tre lati da altrettanti burroni, pieni di grotte scavate nel tufo; nel fondovalle scorrono i corsi d’acqua Lente, Meleta e Prochio…(da Wikipedia)

Orbetello

La città di Orbetello sorge nel mezzo dell’omonima laguna ed è unita al Monte Argentario da una strada costruita su un terrapieno artificiale (la diga), che ha diviso la laguna in due specchi d’acqua (“Laguna di Levante” e “Laguna di Ponente”). Fino al 1944 sulla diga correva anche una ferrovia che la collegava a Porto Santo Stefano.
Il territorio comunale è estremamente variegato; la zona umida lagunare è delimitata verso il mare da due tomboli, il Tombolo della Feniglia e il Tombolo della Giannella, caratterizzati da lunghe spiagge sabbiose, pinete e macchia mediterranea. La costa in prossimità dei rilievi di Talamone e di Ansedonia diventa rocciosa e di difficile accesso.
L’entroterra è caratterizzato da modesti rilievi, dove la vegetazione cresce spontanea, formando intricate macchie, e da zone pianeggianti, una volta malariche e oggi intensamente coltivate…(da Wikipedia)

Argentario

Il territorio del promontorio risulta quasi completamente collinare e a tratti impervio, addolcito unicamente dall’opera dell’uomo che ha creato nel tempo delle terrazze dove si coltiva prevalentemente la vite (Ansonica Costa dell’Argentario) e localmente anche l’ulivo.
L’unica area pianeggiante, peraltro di superficie estremamente limitata, si trova nella parte orientale del promontorio, in località Terrarossa, nei pressi del punto di arrivo dell’ottocentesca diga artificiale, sulla quale è stata costruita durante il secolo scorso la strada per Orbetello al posto della dismessa ferrovia Orbetello–Porto Santo Stefano.
I due centri abitati situati sul promontorio sono Porto Santo Stefano (a nord-ovest), che ospita la sede municipale di Monte Argentario, e Porto Ercole a sud-est dalle origini più antiche…(da Wikipedia)

Porto Santo Stefano

La località si trova sul lato nord-occidentale del promontorio dell’Argentario, a poco più di 40 km a sud-est di Grosseto, a circa 10 km a nord-ovest di Orbetello e circa 12 da Porto Ercole. La costa settentrionale di Porto Santo Stefano, si articola tra Punta Lividonia a nord-ovest e la foce del Canale di Santa Liberata.
Procedendo da ovest verso est, la costa si presenta alta e rocciosa tra Punta Lividonia e Punta della Madonnetta, che delimita a ovest il centro abitato. Il tratto costiero su cui si affaccia la cittadina, presenta una passeggiata lungomare che si affianca alla strada urbana. Proseguendo lungo quella direzione si incontra prima il porto vecchio, ormeggio di tipo turistico, e dopo un altro tratto di passeggiata lungomare il Porto del Valle, punto di partenza dei traghetti per l’Isola del Giglio e per Giannutri, a cui sono annessi l’area riservata ai pescherecci e i cantieri navali.
Oltrepassata l’area del porto principale, la costa diviene nuovamente alta e rocciosa, lungo la quale si incontrano le penisolette di Punta Nera e del Calvello, ove si trovava originariamente una torre costiera…(da Wikipedia)

Porto Ercole

La storia di Porto Ercole ha inizio già in epoca etrusca, come testimoniato dai numerosi reperti trovati nelle zone limitrofe. In seguito, il piccolo centro etrusco fu conquistato dai Romani e trasformato in porto (una colonna di quell’epoca è stata ritrovata nel porto). Si ipotizza che il bastione di Santa Barbara sia stato un faro bizantino.
Si hanno notizie di Porto Ercole anche in età medievale: infatti è citato nella donazione (falsa) di Carlo Magno all’abbazia delle tre fontane di Roma. Nell’anno 1296 Margherita Aldobrandeschi, contessa di Sovana, fece erigere una torre quadrata chiamata Torre di Terra, il primo nucleo di quella che sarà la Rocca di Porto Ercole. Nel ‘300 il territorio fu ereditato dagli Orsini, i quali ampliarono e fortificarono la Torre. Nello stesso periodo sorse il primo nucleo della futura chiesa di Sant’Erasmo, identificabile nel coro dell’attuale chiesa…(da Wikipedia)

Isola del Giglio

Il territorio comunale, che interessa l’Isola del Giglio propriamente detta, è quasi completamente collinare e la cima più alta, il Poggio della Pagana, raggiunge i 496 metri s.l.m. nella parte interna centrale dell’isola. La composizione geologica è prevalentemente granodioritica. Il perimetro costiero è di 27 km ed è in larga parte roccioso, tranne che in alcuni punti, dove si aprono la spiaggia del Campese e altre spiagge minori situate sul versante orientale dell’isola (Arenella, Cannelle e Caldane)…(da Wikipedia)

Il giardino dei tarocchi

Seguendo l’ispirazione avuta durante la visita al Parque Guell di Antoni Gaudí a Barcellona, poi rafforzata dalla visita al giardino di Bomarzo, Niki de Saint Phalle inizia la costruzione del Giardino dei Tarocchi nel 1979.
Identificando nel Giardino il sogno magico e spirituale della sua vita, Niki de Saint Phalle si è dedicata alla costruzione delle ventidue imponenti figure in acciaio e cemento ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate, per più di diciassette anni, affiancata, oltre che da diversi operai specializzati, da un’équipe di nomi famosi dell’arte contemporanea come Rico Weber, Sepp Imhof, Paul Wiedmer, Dok van Winsen, Pierre Marie ed Isabelle Le Jeune, Alan Davie, Marina Karella e soprattutto dal marito Jean Tinguely, scomparso nel 1991, che ha creato le strutture metalliche delle enormi sculture e ne ha integrate alcune con le sue mécaniques, assemblaggi semoventi di elementi meccanici in ferro…(da Wikipedia)

Monte Amiata

Il monte Amiata è collocato nella Toscana meridionale, dove svetta sulle valli circostanti, tra cui vanno citate la Val d’Orcia, la Maremma, la vallata del lago di Bolsena, il Chianti. Il massiccio montuoso, oltre all’omonima vetta che raggiunge i 1738 metri sul livello del mare, include anche una serie di cime, in continuità l’una con l’altra. Sul versante grossetano spiccano i rilievi di Poggio Trauzzolo (1.200 metri), monte Labbro (1.193 metri), monte Civitella (1.107 metri), monte Buceto (1.152 metri), monte Aquilaia (1.104 metri) e monte Calvo (930 metri); sul versante senese ritroviamo, tra le vette più alte, Poggio Zoccolino (1.035 metri), Poggio Le Perazzette (922 metri) e Poggio Roccone (913 metri).
È un antico vulcano, ormai spento, con presenze di rocce e di laghetti di origine vulcanica. Vi si trovano, inoltre, le sorgenti dei fiumi Fiora, Vivo, Albegna e Paglia. Le sorgenti, che sgorgano in notevole quantità laddove finiscono le rocce trachitiche e inizia il basamento calcare-argilloso, costituiscono una imponente ricchezza idrica che caratterizza da sempre questo rilievo vulcanico. Le origini vulcaniche del massiccio montuoso hanno mantenuto attiva l’attività sismica nella zona…(da Wikipedia)

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